danzare con tatto emotivo

Danzare è esprimere la propria umanità.

Con il corpo che si ha e le emozioni che lo abitano.

Con la propria storia ed età.

Danzare è superare i propri confini, per proiettarsi nel mondo e interagire meglio con esso, per mettere in relazione l’ambiente interno ed esterno.

La danza è un’esperienza che avvicina, avvolge, trasforma, crea consapevolezza.

La danza è un modo per stare meglio con se stessi e con gli altri, per mettersi in contatto con il proprio corpo e la sua creatività, per arrivare alla personale danza e modalità di danzare verso un aumento del benessere.

 

Intendo la danza come una tecnologia del sé, una vera e propria tecnica di vita, che permette di ‘costruire’ e curare se stessi, non solo come ‘anima’ ma anche come corpo e quindi prendendosi cura di quello che resta il principale vettore della nostra identità.

Considero il corpo come la nostra vera casa. Quella che ci portiamo dietro e in cui abitiamo per tutta l’esistenza.

La cura del nostro corpo-casa diventa allora una necessità, un bisogno per sentirsi meglio, per vedersi e sentirsi più ‘abitabili’ aumentando così il proprio benessere psicofisico.

Uno dei desideri basilari della vita è quello di piacere a se stessi. Il sentimento di autostima non è solo valutazione realistica e positiva della propria personalità, ma anche simpatia ed accettazione del proprio corpo, nelle parti più belle così come nei difetti, soprattutto in momenti di ricostruzione di sé in presenza di vissuti legati alla malattia e al disagio.

 

Questo prendersi cura di sé acquisisce un valore ancora più grande, proprio in presenza di vissuti emotivi e di corpi ‘feriti’ da malattie e processi terapeutici, che necessitano di un sostegno e di un nuovo punto di vista, di una nuova immagine (e sensazione) di sé.

 

Negli incontri che propongo, il corpo e le emozioni si esprimono danzando, insieme alla musica, all’uso di immagini e colori, alla manipolazione dell’argilla, all’uso creativo della parola, con l’intento di far vivere un percorso di trasformazione e crescita personale.

 

Elisabetta Ghetti - LifeStyle & Creativity Trainer, dancer & teacher

 

Cerco di migliorare lo stile di vita delle persone secondo un’ottica sistemica che contempla la globalità dell’individuo fatta di emozioni, pensiero e corpo in relazione all’ambiente, per aiutare a vivere meglio, in modo più sereno e più sano.

La dimensione creativa, che nello specifico del mio progetto, è legata alla creatività del corpo e alla danza, può svolgere un ruolo fondamentale per il benessere globale della persona.

La mia formazione coreutica è nutrita da competenze psico-pedagogiche legate all’autobiografia, alla clinica della formazione, al counseling motivazionale. Il percorso di formazione come Gestalt Counselor sta completando il mio attuale profilo professionale.

 

Quale danza?

 

La danza utilizzata è slegata dall’insegnamento di tecniche e unisce più stili e metodologie didattiche della danza contemporanea, in una sintesi sistemica di Danzeducativa, Danza Terapia (metodo Fux), Contact Improvisation (danceability e danza sensibile), Teatrodanza.

I miei recenti studi e pratiche sulla Terapia della Gestalt stanno sviluppando un’evoluzione della metodologia coreutica utilizzata, per l’integrazione del mondo emotivo e dei rapporti dell’individuo con l’ambiente.

Una danza, quindi, che ritorna ad essere espressione naturale dell’individuo, nella sua globalità, come ulteriore canale di comunicazione con gli altri, come via di benessere e sollievo.

La metodologia coreutica che utilizzo, propone attività di esplorazione del movimento e di sperimentazione corporea in grado di alimentare la creatività personale e l’autonomia propositiva. Il linguaggio motorio di base, attraverso la stimolazione strutturata di un movimento non codificato ma libero di esprimersi, può essere così ampliato e arricchito verso forme di espressione personale, autobiografica, artistica, danzata.

 
 
 

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